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Come creare un brand per i nonprofit?
12 Mar 2017

Come creare un brand per i nonprofit?

Quando si parla di brand la tentazione è di associarlo al tradizionale concetto di marchio. Benché la traduzione italiana che più si avvicina a tale concetto in realtà sia proprio questa, dobbiamo fare attenzione a non confonderci e tenere conto che non si tratta semplicemente di un logo o di un prodotto (o servizio), ma di  un insieme di relazioni che legano l’azienda (o il nonprofit) al destinatario del prodotto o del servizio che essa offre e, in senso più esteso, all’ambiente esterno.

Ha senso parlare di brand per un nonprofit?

Certamente sì, e ne abbiamo spiegato i motivi in questo post.

Le domande che il nonprofit deve porre a sé stesso sono il primo passo per identificare il metodo di lavoro e la strategia comunicativa:

  • Qual è la storia in cui affonda le radici?
  • Quale bagaglio culturale e di valori lo caratterizzano?
  • A quale destinatario si rivolge?
  • Quale obiettivo tenta di raggiungere e quali bisogni desidera soddisfare?
  • Quali sono i suoi punti di forza e le sue specificità in rapporto a eventuali competitor?
Quali strumenti utilizzare per creare un brand?

La creazione di un brand di successo richiede la coordinazione di tutti gli elementi che andranno a costruire la strategia comunicativa, siano essi proposti attraverso un linguaggio testuale, sia attraverso immagini:

  1. Storytelling: attualmente il marketing utilizza in modo sempre più efficace la tecnica della narrazione, con l’obiettivo di avvicinare il destinatario della campagna alla propria storia, facendolo sentire parte integrante di un progetto. Ogni organizzazione ha qualcosa da raccontare: le sue storie sono le storie di tutti noi;
  2. Creazione del logo: il logo è il primo elemento identificativo di un brand perché esso visivamente contiene tutti gli elementi che si vogliono comunicare al destinatario, proprio per questo è uno dei punti più delicati nella creazione del proprio marchio;
  3. Nome del dominio per il sito web: nel momento in cui viene creato un sito web, sia esso sotto forma di pagine statiche, sia di blog, è indispensabile la scelta del nome. Allo stesso modo con cui nella vita reale ci si presenta con il proprio nome e cognome, il nome del sito è un biglietto da visita. La scelta più ovvia e semplice potrebbe essere quella di mantenere il nome del nonprofit, ma possono esserci varianti da valutare attentamente;
  4. Impianto grafico: l’uniformità e la coordinazione degli elementi di una strategia comunicativa impongono scelte grafiche coerenti e in linea con l’obiettivo che ci si pone. Tutto ciò che riguarda l’aspetto grafico deve di necessità essere in sintonia con il logo e con le proprie parti. Questo determina particolare attenzione nella scelta dei font, dei colori, delle immagini e di ciò che essi possono evocare. Un nonprofit, proprio per la particolarità dei temi di cui si tratta, generalmente richiede un aspetto grafico meno aggressivo di quello che si usa nel marketing tradizionale.
  5. Testi: un brand di successo non può prescindere dal proporre contenuti di qualità, sia per quanto attiene ai valori e ai messaggi che essi propongono, sia nella forma con cui essi vengono redatti. Tanto più se la scelta comunicativa ricade su di un blog.
  6. Social media: la scelta dei social media attraverso i quali comunicare si appoggia sulle caratteristiche e sulla storia dell’organizzazione nonprofit. Ha più senso utilizzare social orientati alle immagini o ai messaggi di testo? Quali e con quali modalità?

Ecco, nel momento in cui si decide di creare un brand non si ottengono risposte precise. Semmai si apre la prospettiva a molte nuove domande. Le cui risposte saranno la base per una strategia comunicativa mirata e vincente.

 

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